Storia


MediaRitratto di Antonia Vanoni / Un monento di preghiera


La storia della Fondazione Vanoni inizia nella Lugano dell’Ottocento con la signora Antonia Vanoni, nata nel 1804, ultimogenita di una famiglia di importanti commercianti luganesi. Antonia fu dapprima attratta dalla vita monastica, entrando nel 1827 nel monastero di San Giuseppe a Lugano; a causa di problemi di salute fu però costretta a uscirne un anno dopo. Poi di lei non si sa più nulla fino al 1867, quando sono attestate le prime accoglienze -nella sua casa di via Nassa- di bambine orfane o provenienti da famiglie difficili, per attività di gioco ed educative, soprattutto la domenica.

Nel 1871 Antonia Vanoni comincia a ospitare stabilmente, sempre in casa sua, sei bambine orfane, facendosi aiutare per gestirle da alcune suore di Saronno, poi sostituite dalle suore insegnanti della congregazione di Santa Croce di Meinzingen. In seguito, nel 1888, due anni prima di morire, la signora Vanoni creò ufficialmente la Fondazione che porta il suo nome, e che da allora è sempre rimasta attiva, prima sul territorio luganese, poi in tutto il Ticino, nel rispetto delle linee pastorali della Diocesi di Lugano. Dopo un passaggio di qualche anno in un edificio di piazza Funicolare, nel 1892 quello che era ormai divenuto un orfanotrofio femminile a tutti gli effetti si stabilì in una casa in Via ai Prati alla Madonnetta (oggi via Simen, attuale sede della Fondazione Vanoni).

Nel 1980 si è iniziato ad accogliere anche bambini maschi, mentre dal 1992 la direzione dell’Istituto è diventata laica, nel contesto di una fase di transizione in cui gli operatori sociali laici si sono sempre più sostituiti alle ultime suore rimaste. Nel frattempo la Fondazione Vanoni ha allargato il suo raggio d’azione a tutta un’ampia casistica di disagi infantili e familiari. Oggi i minori seguiti ogni anno sono quasi 500, provenienti da tutti i ceti sociali del Cantone.